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La Commissione europea approva la " bozza " del Decreto FER 2 su rinnovabili innovative.

La Commissione Europea in data 4 Giugno 2024 ha approvato la “ bozza “ di decreto che promuove in Italia la realizzazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili non pienamente mature o con costi elevati di esercizio, il cosiddetto “ Decreto FER2 “.
Obiettivo del provvedimento  è incentivare la realizzazione di una capacità di 4,6 GW di impianti entro il 31 dicembre 2028, riguardanti :

- Impianti ”  solari termodinamici dotati di sistema di accumulo termico “ con capacità nominale di accumulo non inferiore a 1,5 kWh termici per ogni metro quadrato di superficie captante qualora la superficie captante sia superiore a 50.000 m2; oppure a 0,4 kWh termici per ogni metro quadrato di superficie captante qualora la superficie captante sia compresa tra 10.000 e 50.000 m2;
- Impianti “ geotermoelettrici a emissioni nulle “ con reiniezione totale del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza;
- Impianti “ geotermoelettrici tradizionali “ con innovazioni per l’abbattimento delle emissioni di Mercurio, Idrogeno Solforato e Ammoniaca;
- Impianti”  a biomassa “  in cui l’energia termica prodotta è prioritariamente autoconsumata in sito, a servizio dei processi aziendali, oppure immessa in un sistema di teleriscaldamento efficiente, garantendo un limite di emissione per le polveri di 50 mg/Nm3 (tenore di ossigeno del 6%);
- Impianti “ a biogas “ ottenuto dalla digestione anaerobica dalla biomassa, la cui energia termica prodotta sia prioritariamente autoconsumata in sito, a servizio dei processi aziendali, oppure immessa in un sistema di teleriscaldamento efficiente;
- Impianti “ fotovoltaici floating “ , sia in mare che nelle acque interne;
- Impianti “ eolici offshore “ , sia a fondamenta fissa che galleggianti;
- Impianti “ per la produzione di energia mareomotrice “ , del moto ondoso e altre forme di energia marina

“Il via libera della Commissione Europea  ( ha affermato  il ministro Gilberto Pichetto )  è un passo in avanti importante verso i nostri obiettivi energetici, che arriva dopo un lungo e costruttivo confronto con le istituzioni europee. Questo provvedimento, molto atteso, consentirà di abilitare nuove tecnologie fondamentali per la decarbonizzazione”.

Il testo sarà ora posto all’attenzione dei Ministri concertanti per la firma, al fine di essere trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione e la successiva pubblicazione. Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione saranno poi emanate le Regole Operative con decreto del Ministero  dell' Ambiente e della Sicurezza energetica per rendere pienamente operativa la misura.

Comunque il benestare della Commissione Europea ha sollevato un immediato polverone collegato al costo da sostenere ( quantificato dalla stessa Bruxelles in 35,3 miliardi di euro )  per finanziare gli incentivi  destinati a questo tipo di tecnologie, a cominciare dall’eolico offshore (al quale è destinato il grosso delle risorse previste dal provvedimento ) che avrà un nuovo impatto sulle nostre  bollette elettriche.
Innanzitutto è utile ricordare che il riverbero sulle bollette ,collegato a meccanismi incentivanti delle rinnovabili non è una novità, infatti queste già includono i costi di meccanismi esistenti, alcuni dei quali peraltro andranno a scadenza nei prossimi anni trattandosi di incentivi messi in campo ormai da tempo e arrivati praticamente a fine vita. Questi incentivi vengono già pagati in bolletta dai clienti finali attraverso gli “ Oneri generali di sistema “  e, in particolare, dalla componente Asos - attraverso cui vengono finanziati gli impianti delle  rinnovabili.

Venendo alla bozza del nuovo decreto FER2  è necessario innanzitutto chiarire che quella soglia, indicata da Bruxelles, rappresenta un’asticella massima anche perché il reale costo da sostenere per finanziare quegli incentivi varierà a seconda dei futuri prezzi dell’energia elettrica.
Infatti la risposta va ricercata nello stesso meccanismo con cui saranno remunerate le fonti green elencate nel decreto .
L’incentivo  previsto dal decreto sarà erogato tramite un “ contratto bidirezionale “  per differenza per ogni kilowattora di energia elettrica prodotta e immessa in rete e sarà assicurato per una durata pari alla vita utile delle centrali (25 anni, per esempio, per gli impianti eolici in mare aperto). In pratica il Gestore dei Servizi Energetici (GSE ) ,che opera come regista  degli incentivi, calcolerà la differenza tra la tariffa spettante (che varia a seconda della tecnologia considerata) e il prezzo dell’energia elettrica zonale orario (cioè il prezzo dell’energia elettrica nel momento in cui avviene l’immissione in rete e nell’area di mercato in cui è localizzato l’impianto) che :
             
-              se positiva, il GSE  erogherà gli incentivi applicando una tariffa premio pari a tale differenza;
-              se negativa, procederà a conguaglio o richiederà al soggetto gli importi corrispondenti.

Bisognerà, quindi, tener conto di una serie di variabili per capire quale sarà l’impatto definitivo sulle casse dello Stato degli incentivi coperti dal FER 2 e, di conseguenza, il riflesso in bolletta. I 35,3 miliardi di euro vanno quindi considerati come un livello massimo peraltro distribuito, vale la pena di ricordarlo su 20 anni (la vita utile stimata degli impianti). Pertanto  per ogni anno l’esborso si attesterà sugli 1,85 miliardi, sempre che si raggiunge quell’asticella massima.

Va detto anche che, per provare a chiarire i termini dell’applicazione del provvedimento, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ( MASE ) ha anche diramato una nota, precisando  i termini dell’impatto sulle bollette elettriche :
-              che l’onerosità della stessa dipende prevalentemente dall’obiettivo di supportare fino a 3.8 GW di eolico off-shore (rispetto ai 4,6 GW complessivamente incentivati), che è una tecnologia particolarmente costosa ;
-              che il valore citato nella Comunicazione della commissione rappresenta una stima dell’onere massimo complessivo della misura. L’onere effettivo dipenderà infatti da quanto effettivamente richiesto dai produttori nell’ambito delle procedure    competitive e, come detto, dai prezzi dell’energia elettrica sui mercati spot (e quindi più alti saranno i prezzi spot, minore sarà l’onere).

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